LANZAGO NOALE 25 AGOSTO 2026
(61 CHILOMETRI TRA LE CAMPAGNE DI TREVISO, QUINTO, SCORZE' E NOALE)
KM. 3 LA RESTERA

KM. 8 A BORDO SILE PER LA GRANDE RACCOLTA DI MORE



KM. 14 LA RACCOLTA DI FICHI

KM. 14 ORATORIO DELLA SANTISSIMA TRINITA' -VIA ZECCHINA QUINTO DI TREVISO

L'oratorio viene costruito nel XVII secolo, annesso alla coeva villa Bellotto-Grimani, ora demolita e sorge in un contesto di periferia urbana, costeggiando una strada. Esso presenta una pianta rettangolare, orientata lungo l’asse Nord-Sud, che termina con un’abside leggermente rialzata rispetto all’aula principale. Un piccolo vano rettangolare costituisce la sacrestia mentre un campanile a cuspide completa l’edificio di culto. L’ingresso principale è posto a Sud e gli ambienti sono coperti da un solaio piano. La facciata è delimitata da due paraste con capitello in stile tuscanico che sorreggono un timpano delimitato da una cornice modanata. Gli elementi architettonici sono giustapposti a un paramento intonacato nei toni del lilla. Al centro trova posto il portale, sormontato da un timpano incompleto, al cui interno sono raffigurate delle volute in stucco colorato. Sopra l’ingresso si apre una bucatura a lunetta, racchiusa da una cornice modanata. Il campanile si innalza con un fusto intonacato secondo una pianta quadrata. La cella campanaria, delimitata da due cornicioni sporgenti, si apre sui quattro lati con un arco a tutto sesto inquadrato. Essa è sovrastata da un tamburo ottagonale completato da una cuspide.
KM. 17 LA VITE DI ARCHIMEDE A SANT'ALBERTO

È una delle macchine più semplici e intelligenti mai inventate: una pompa che solleva l'acqua facendola scivolare su per una spirale. Oggi la chiamiamo anche coclea. Viene attribuita ad Archimede di Siracusa, intorno al 236 a.C., quando era ad Alessandria d'Egitto. La leggenda dice che l'abbia inventata per svuotare la sentina di una nave enorme, la Syrakousia. In realtà storici come Diodoro Siculo suggeriscono che sistemi simili esistessero già in Assiria per irrigare i giardini pensili di Babilonia. Archimede l'ha studiata, ottimizzata e resa famosa. Vitruvio la descrive nel De Architectura come macchina per bonifiche. Leonardo da Vinci ne ha riempito i taccuini di schizzi. Perché è geniale? Perché trasforma un moto semplice, la rotazione che anche un asino o un uomo poteva fornire a mano, in un lavoro utile continuo, senza valvole, senza elettronica, con una manutenzione quasi nulla. Dopo 2.300 anni non abbiamo trovato niente di meglio per i dislivelli piccoli e l'acqua sporca.
KM. 20 IL CAPITELLON A RIO SAN MARTINO

Il Capitellon di Rio San Martino è esattamente questo: il capitello più grosso e conosciuto della zona, tanto importante da dare il nome alla via e a tutta la contrada. Come quasi tutti in pianura, quasi certamente era dedicato alla Madonna (Madonna del Rosario, del Carmine o Addolorata sono le più frequenti), ma nei documenti comunali non è schedato come monumento a sé, proprio perché è un capitello di strada di tradizione contadina, probabilmente 800esco.


KM. 27 LA PARROCCHIALE DI MONIEGO (VE)


Chiesa Arcipretale di Santa Maria Annunziata, la parrocchiale di Moniego, la frazione più grande di Noale (VE) a nord-est del capoluogo. È una delle chiese più curiose del Veneziano per la sua storia.
Storia in breve
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Origini antichissime: della parrocchia si hanno notizie dal XII secolo. La pieve è citata già nel 1297 nelle Rationes Decimarum Italiae.
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Consacrata nel 1321: la prima consacrazione nota è del 25 marzo 1321 da parte del patriarca Pagano della Torre. L'inizio costruzione è XII secolo, completamento XIV.
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Un'exclave di Aquileia: fatto sorprendente, rappresentò un'exclave del patriarcato di Aquileia (poi arcidiocesi di Udine) circondata dalla diocesi di Treviso. Solo nel 1818 papa Pio VII, su richiesta di Sebastiano Soldati, arciprete di Noale e poi vescovo di Treviso, la assegnò definitivamente a Treviso. Per questo porta ancora oggi il titolo di arcipretale in perpetuo.
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I rifacimenti: fu restaurata alla fine del XV secolo dal francescano Grecolco da Scutari, che fece costruire la cupola che vedi in foto e ampliò il presbiterio. Moniego stessa sorge sull'antico decumano massimo dell'agro Altinate, l'attuale SR 515 Noalese. Aveva un recinto fortificato distrutto da Ezzelino da Romano nel 1234, e dopo la caduta del castello il centro della vita divenne proprio la pieve.
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Davanti al sagrato, c'è il campanile del 1512, alto 50 metri con guglia slanciata e colori sgargianti, uno dei più ammirati del Veneto, con 5 campane del 1951.
KM. 30 NOALE

TORRE DELLE CAMPANE
Si chiama anche Torre Padovana ed è la porta ovest della città murata, in direzione di Camposampiero.
Un tempo era alta come la Torre Civica, ma verso la fine dell'Ottocento si è deciso di aggiungere la cella campanaria e una merlatura ghibellina per decorazione. Ora è alta 43 metri.
Rivisitata nel 1876, si presenta oggi con i suoi 43 metri di altezza, una cella campanaria e merlature ghibelline, e ospita al suo interno eventi ed esposizioni
ROCCA DEI TEMPESTA


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La Rocca dei Tempesta è un'imponente fortificazione medievale inroccata , risalente originariamente al XII secolo e ampliata tra il 1245 e il 1272 da Ezzelino III da Romano.
Storia e Evoluzione
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Origine: Residenza fortificata dei Signori Tempesta, che dominarono Noale dal XII secolo fino all'avvento della Repubblica di Venezia nel 1339.
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Funzione Militare e Civile: Utilizzata per scopi difensivi fino al XV secolo, divenne poi residenza del Podestà veneziano prima di essere abbandonata nel Settecento.
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Periodo come Cimitero: Tra il 1819 e il 1983 l'area interna fu adibita a camposanto cittadino.


